Studi scientifici sui bruciagrassi


Alcune agiscono sul sistema nervoso, come la caffeina per es.

Quindi cosa fare? Il brucia grassi deve agire in modo equilibrato senza influire in modo eccessivo sul sistema nervoso. Deve dare un risultato nel lungo periodo ed essere ben tollerato evitando effetti eclatanti, non dobbiamo andare a sballarci in discoteca ma stimolare specifici processi per ridurre il grasso sempre e comunque avendo come finalità la salute e soprattutto il mantenimento del risultato.

Gli integratori brucia grassi funzionano? | La Scienza in palestra

Proprio per questo molti atleti inseriscono nella loro alimentazione alcune sostanze che hanno proprio la finalità di fare consumare più calorie. Si tratta in prevalenza di estratti vegetali.

Le sostanze termogeniche possono essere utilizzate singolarmente o associate, oppure addizionate ad altre sostanze che hanno effetto sinergico. Tra i principi attivi che ritengo più validi per il dimagrimento, tralasciando quelli che dovrebbero essere presenti in una normale dieta di un atleta come per il calcio per es. Di recente è diventata popolare perché il suo consumo è associato alla perdita di peso. Il malonil-CoA è una molecola implicata nella biosintesi degli acidi grassi, dove ha il compito di fornire unità carboniose utili per allungare la catena degli acidi grassi.

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Alcuni studi hanno evidenziato un possibile aumento della serotonina ormone del buon umore ma se associato ad anti-depressivi potrebbe causare problemi. Per evitarne gli eccessi è bene dunque assumere iodio sempre attraverso fonti naturali come la quercia marina.

Sicuramente molti studi confermano le propietà benefiche in termini di aumento della concentrazione, resistenza, proprietà antiox, ma dobbiamo sempre tenere presente la soggettività. Quindi qualcuno potrà prendere un caffè ed andare a dormire senza problemi mentre per altri, me compreso sarebbe un disastro non chiuderei occhio.

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La cosa migliore è quindi utilizzare un termogenico che abbia un contenuto di caffeina sia totale e sia in titolo di guaranà non troppo alto e che la caffeina sia insieme ad altre sostanze che agiscono con le medesime finalità ma con percorsi diversi, evitando cosi gli effetti collaterali, come aumento della pressione, cortisolo e glicemia. Dopo di che sarà bene valutare i caffè che si bevono durante la giornata, e per le persone sensibili non assumerne nelle ore serali.

Il guaranà è una pianta brasiliana originaria della regione amazzonica che negli ultimi anni viene ampliamente consumata attraverso drink, estratti e integratori proprio per le sue proprietà benefiche, alcune addirittura farmacologiche come quella antimicrobica, antigenotossica, antidepressiva, ansiolitica, anti-amnesia, senza dimenticare quella di prevenzione del cancro. Del guaranà interessano i semi che sono chimicamente costituiti da caffeina, teofillina e teobromina, tre alcaloidi naturali che hanno effetto stimolante sul sistema nervoso centrale.

Come funzionano questi prodotti?

La TAURINA è un amminoacido che si trova in abbondanza nel cervello, retina, cuore, muscoli scheletrici, organi riproduttivi; negli alimenti è presente soprattutto nella carne e nel pesce, ed è anche uno dei principali ingredienti utilizzati nelle bevande energetiche. La taurina infatti viene promossa per le notevoli funzioni antinfiammatorie, antiossidanti, anticataboliche. Studi scientifici sui bruciagrassi pianta viene utilizzata la radice per scopo curativo.

Il ginseng infatti viene assunto oralmente per migliorare la concentrazione e la memoria, ma studi scientifici sui bruciagrassi per aumentare la resistenza fisica e prevenire i danni muscolari da esercizio fisico. Infatti è stato dimostrato che il ginseng è in grado di abbassare i tempi di reazione degli atleti e di migliorare le prestazioni psicomotorie sia in fase di esercizio che a riposo.

È da evidenziare fra queste attività una forte interazione con il sabrina soto perdita di peso lipidico. Si è visto che gli estratti di ginseng sono in grado di ridurre il studi scientifici sui bruciagrassi corporeo perché in grado di inibire gli enzimi della lipogenesi e colesterogenesi.

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